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Il framework SEC per i tokenized stocks incontra la resistenza di Broadcom, Verizon e Nasdaq

Broadcom, Verizon e UnitedHealth si oppongono ai tokenized stocks sulla venue OKX-ICE. Nasdaq punta soprattutto sui dati di mercato e sulla consolidated tape.

Il framework SEC per i tokenized stocks incontra la resistenza di Broadcom, Verizon e Nasdaq

In breve

  • Broadcom, Verizon, UnitedHealth e altre cinque aziende contestano il trading sulla prevista venue OKX-ICE per i tokenized stocks.
  • OKXICE vuole lanciare la venue sotto la SEC Innovation Exemption quinquennale, con 63 azioni statunitensi, trading 24 ore su 24 e regolamento in stablecoin.
  • Nasdaq non vuole tokenizzare le proprie azioni sotto questo quadro, perché non garantisce i migliori prezzi in tempo reale né la segnalazione alla consolidated tape.

Il nuovo approccio della SEC americana ai tokenized stocks incontra subito la resistenza di grandi società quotate. Broadcom, Verizon e UnitedHealth sono tra le ultime aziende a opporsi al trading sulla prevista venue OKX-ICE. Nasdaq ha inoltre fatto sapere che non vuole far tokenizzare le proprie azioni sotto questo quadro.

Più aziende dicono no

In una comunicazione pubblica del 15 ottobre di OKXICE, la joint venture tra la crypto exchange OKX e Intercontinental Exchange, compaiono otto nuove obiezioni. Oltre a Broadcom, Verizon e UnitedHealth, ci sono AppLovin, Applied Digital, Rocket Lab, CoreWeave e Applied Optoelectronics. In totale l’aggiornamento cita nove emittenti contrari, incluso Cerebras Systems, che in precedenza aveva già segnalato formalmente di non voler partecipare.

La comunicazione non spiega perché le aziende si oppongano e non dice nemmeno quando abbiano presentato il loro dissenso. Quindi non è chiaro se le obiezioni siano soprattutto legali, operative o strategiche. La lista mostra però che la resistenza ai tokenized stocks è più ampia di quanto sembri e non riguarda solo pochi grandi nomi.

Come dovrebbe funzionare la piattaforma

OKXICE ha comunicato alla SEC il 5 ottobre di voler lanciare la venue, inizialmente con le azioni di 63 società statunitensi. La piattaforma dovrebbe operare sotto la Innovation Exemption della SEC quinquennale, concessa il 17 settembre. Questa esenzione permette alle piattaforme qualificate di negoziare azioni statunitensi tokenizzate usando automated market makers e liquidity pool.

Secondo il piano, i tokenized stocks sono rappresentazioni basate su blockchain delle azioni. Il trading dovrebbe andare avanti 24 ore su 24 tramite liquidity pool Uniswap v4 sulla blockchain XLayer di OKX, con regolamento in stablecoin. Le azioni sottostanti verrebbero detenute uno a uno tramite un broker-dealer registrato, mentre i possessori dei token dovrebbero ricevere gli stessi diritti, compresi dividendi e diritto di voto.

Perché Nasdaq si tira indietro

Nasdaq ha detto separatamente che non vuole far tokenizzare le proprie azioni sotto questo quadro. Un portavoce ha detto al Wall Street Journal che l’azienda non vuole che le sue azioni vengano scambiate su una venue che non mostri in tempo reale i prezzi migliori o che non riporti alla consolidated tape, il sistema che aggrega i dati di borsa. Questa obiezione tocca un punto centrale della struttura di mercato e può essere rilevante per i lettori crypto europei, perché i tokenized stocks vengono presentati proprio come un ponte tra i mercati tradizionali e il trading su blockchain.

Conta anche la natura temporanea della esenzione SEC. TD Securities aveva già fatto notare che il quadro si basa su una deroga temporanea invece che su regole permanenti. Secondo gli analisti, questo può frenare la voglia dei soggetti di investire in infrastrutture, soprattutto se una futura commissione potrà ribaltare di nuovo l’approccio.

La discussione si inserisce in un’ondata più ampia di esperimenti sui titoli tokenizzati. Anche Wall Street costruisce le proprie regole crypto mostra come i grandi operatori finanziari stiano sviluppando nel frattempo i propri quadri e la propria infrastruttura mentre il legislatore resta indietro.


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