La Corea del Sud valuta un quarto rinvio della tassa sulle criptovalute fino al 2029
Seul fatica a controllare le piattaforme estere; tra il CARF dell’OCSE e le regole UE tramite DAC8, lo scambio internazionale dei dati crypto segue già percorsi diversi.

In breve
- La Corea del Sud sta valutando di rinviare di nuovo la tassa sulle criptovalute, forse fino al 2029.
- Il governo ha dei dubbi per i problemi nel tracciare le transazioni sulle piattaforme estere, soprattutto sugli exchange americani.
- Con le regole attuali si applica una tassa del 20% sui guadagni netti crypto oltre 2,5 milioni di won, con il 2027 ancora come data ufficiale di partenza.
La Corea del Sud sta valutando di nuovo il rinvio della tassa sui guadagni da criptovalute, questa volta fino al 2029. In questo modo l’introduzione potrebbe essere posticipata per la quarta volta, mentre il governo continua a cercare un modo per monitorare bene il trading sulle piattaforme estere.
Perché il governo ha dei dubbi
Secondo Newsis, l’ufficio presidenziale propende per il rinvio, perché altrimenti il peso fiscale ricadrebbe soprattutto sugli utenti dei crypto exchange sudcoreani. Il governo avrebbe difficoltà a seguire bene le transazioni sulle piattaforme americane, mentre quasi metà del mercato crypto si trova negli Stati Uniti, ha detto una fonte anonima al media.
Questa preoccupazione si inserisce in un dibattito più ampio sulla condivisione internazionale dei dati. Con il Crypto-Asset Reporting Framework dell’OCSE, i Paesi devono scambiarsi i dati sulle transazioni crypto per rendere più facile il controllo fiscale. L’adozione del sistema varia da Paese a Paese, e gli Stati Uniti inizieranno a condividere questi dati solo nel 2029.
Da 2027 a un possibile 2029
La discussione segna una svolta netta rispetto a luglio, quando il vicepremier Koo Yun-cheol aveva ancora detto che la tassa sarebbe entrata in vigore a gennaio 2027. Ora è stato sostituito da Lee Hyung-il, che il 6 ottobre ha detto in parlamento di voler prima raccogliere le posizioni di Parlamento, esperti e settore.
Con le regole attuali, il reddito netto annuale derivante da trasferimenti crypto o da prestiti viene tassato al 20%, oppure al 22% includendo l’imposta locale sul reddito, dopo una franchigia di 2,5 milioni di won, circa $1.887 (€1.690). Il National Tax Service mantiene ancora 1 gennaio 2027 come data di partenza.
Cosa significa per l’Europa
Per i lettori europei è soprattutto importante che il CARF venga introdotto nel mondo con tempi diversi. L’Unione Europea farà partire il sistema tramite DAC8 già dal 1 gennaio 2026, con il primo scambio di dati nel 2027. Questo mostra quanto le regole fiscali sulle crypto dipendano sempre di più dalla cooperazione internazionale tra autorità fiscali.
Anche altrove i Paesi stanno spostando o irrigidendo le regole sulle crypto. Per esempio, la Francia vuole mettere gli swap da crypto a stablecoin nell’area fiscale, e questo mostra quanto in modo diverso i Paesi europei gestiscano la tassazione crypto.