Forti dati sul lavoro negli Stati Uniti spingono Bitcoin sotto gli $80.000
Il dato sull’occupazione riduce le probabilità di un rapido allentamento della Fed; il rendimento a 10 anni è salito e i futures azionari erano in calo, mentre la prossima settimana arriveranno nuovi dati CPI.

In breve
- I forti dati sul lavoro negli Stati Uniti hanno mostrato ad agosto 162.000 nuovi posti di lavoro, molto più dei 56.000 attesi.
- Bitcoin è sceso di circa il 2% ed è scivolato sotto gli $80.000 dopo il rapporto sul lavoro.
- Aspettative sui tassi più alte e inflazione persistente rendono i prossimi dati CPI americani ancora più importanti per il crypto.
Il mercato del lavoro americano si è ripreso ad agosto più forte del previsto, e questo ha subito messo pressione su Bitcoin. La criptovaluta è scesa di circa il 2% ed è scivolata sotto gli $80.000 (€68.900) dopo che il rapporto sul lavoro ha mostrato che l’economia ha aggiunto 162.000 posti di lavoro, molto più dei 56.000 attesi.
Il rapporto sul lavoro sorprende il mercato
I dati del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti hanno mostrato che il mercato del lavoro ad agosto ha accelerato chiaramente. Anche la disoccupazione è rimasta al 4,1%, in linea con le attese e con luglio, ma la forte crescita dell’occupazione ha dato soprattutto al mercato il segnale che la Federal Reserve ha meno margine per allentare rapidamente.
Questo si inserisce in un dibattito più ampio dentro la Fed. La scorsa settimana il presidente Kevin Warsh aveva già messo apertamente sul tavolo un aumento dei tassi a settembre con un tono più duro a Jackson Hole. Allo stesso tempo, le dichiarazioni del governatore Chris Waller e del presidente della FRBNY John Williams all’inizio di questa settimana avevano già creato più dubbi tra gli investitori su quanto sia davvero probabile un rialzo dei tassi.
Le aspettative sui tassi salgono
La reazione sul mercato obbligazionario è stata immediata. Il rendimento americano a 10 anni è salito di 3,3 punti base al 4,80%, mentre il rendimento a 2 anni è salito di sette punti base al 4,40%. Anche i futures azionari americani erano leggermente in calo.
Per il crypto, conta soprattutto la combinazione tra dati economici forti e inflazione persistente. Il CPI americano di luglio è risultato al 3,4% su base annua, ancora ben sopra l’obiettivo del 2% della Fed. Questo rende i prossimi dati sull’inflazione ancora più importanti, perché venerdì prossimo arriverà il CPI di agosto.
Perché questo pesa sul crypto
Per chi segue il crypto in Europa, questo è rilevante soprattutto perché Bitcoin spesso reagisce rapidamente ai cambiamenti nelle aspettative sui tassi negli Stati Uniti. Tassi più alti rendono gli investimenti rischiosi meno attraenti e possono cambiare in poco tempo il tono del mercato crypto. I prossimi dati sull’inflazione potrebbero quindi tornare a essere un indicatore importante per il sentiment su Bitcoin e sugli altri grandi token. In periodi precedenti in cui le aspettative sui tassi salivano, anche Bitcoin è finito sotto pressione, come nella recente pressione dovuta a petrolio, dollaro e tassi più alti.