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Lo yen corre, ma Bitcoin e XRP restano indietro a Tokyo

Lo yen in rialzo sta mettendo sotto pressione BTC/JPY, XRP/JPY e altri pair crypto a Tokyo, mentre il trading in dollari resta più forte. Pesano i timori di un intervento della BOJ e l’inflazione giapponese più alta.

Lo yen corre, ma Bitcoin e XRP restano indietro a Tokyo

In breve

  • Bitcoin, XRP, SOL ed ETH salgono a Tokyo, ma restano indietro rispetto ai loro pair in dollari per via dello yen forte.
  • Lo yen è salito a 161,55 per dollaro dopo i timori di un possibile intervento della Bank of Japan e aspettative di tassi più alti.
  • I flussi di capitale giapponesi, compresa la linea del GPIF, possono influenzare il sentiment globale sul rischio e quindi i mercati crypto.

Bitcoin, XRP e le altre principali crypto continuano a muoversi bene sui mercati globali, ma a Tokyo il quadro è meno brillante rispetto al trading in dollari. Il motivo è il rafforzamento dello yen giapponese, che sta comprimendo la performance dei pair in JPY rispetto agli equivalenti in USD.

Lo yen mette pressione alle crypto in Giappone

Lo yen è salito fino a 161,55 per dollaro, in rialzo rispetto a 162,42 segnati all’inizio della giornata. Questo ha pesato anche sui listini crypto locali: BTC/JPY su BitFlyer ha chiuso in progresso dello 0,68%, mentre il pair BTC/USD su Nasdaq è salito dell’1,15%. Lo stesso schema si ripete su XRP/JPY, SOL/JPY e ETH/JPY, tutti in verde ma ancora dietro ai rispettivi pair in dollari.

Il movimento della valuta giapponese arriva dopo nuove speculazioni su un possibile intervento della Bank of Japan, o su un’azione coordinata, dopo che all’inizio della settimana lo yen era sceso ai minimi degli ultimi 40 anni. In passato la banca centrale è intervenuta vendendo dollari e comprando yen per sostenere la moneta, ma questi interventi hanno quasi sempre avuto un impatto limitato nel tempo. A pesare anche adesso sono i tassi più alti negli Stati Uniti e i timori sul bilancio giapponese, che spingono molti trader a scaricare yen in fretta.

L’inflazione alimenta le attese sui tassi

A dare un’ulteriore spinta al mercato valutario è arrivato anche l’indice dei prezzi alla produzione del Giappone di giugno, salito al 7,1%. Si tratta dell’aumento annuo più rapido da marzo 2023 e ha rafforzato l’idea che la Bank of Japan possa alzare ancora i tassi. Giovedì un ex funzionario della banca centrale ha persino ipotizzato che la BOJ possa accelerare il ritmo dei rialzi, con un livello sopra il 2% come possibile esito.

Per chi segue il mercato crypto, il dato non è secondario. Negli ultimi tempi, infatti, lo yen e Bitcoin hanno mostrato una correlazione positiva molto forte, muovendosi spesso nella stessa direzione contro il dollaro. Se questo legame dovesse continuare, un yen più forte potrebbe alla lunga sostenere Bitcoin su un orizzonte più ampio, anche se per ora BTC/JPY e gli altri pair crypto/JPY restano più deboli rispetto alle controparti in USD.

La combinazione tra dollaro più debole e yen più forte non è una novità per il mercato giapponese. Lo yen debole spinge le aziende giapponesi verso Bitcoin e XRP aveva già mostrato come la pressione valutaria si rifletta in modo diretto anche sulla domanda di crypto da parte delle imprese in Giappone.

Il GPIF resta un fattore di mercato

C’è poi un altro elemento da monitorare: i flussi di capitale giapponesi più ampi. Il Government Pension Investment Fund, il più grande fondo pensione pubblico al mondo, gestisce circa 293,4 bilioni di yen di patrimonio. Il fondo distribuisce gli investimenti tra più strumenti e aree geografiche, e ogni variazione nella sua allocazione viene osservata con attenzione a livello globale, perché anche piccoli spostamenti possono avere effetti su tassi, azioni e obbligazioni.

Il governo giapponese spinge il GPIF e gli altri fondi pensione a investire di più in asset domestici. Il tutto avviene mentre i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi si muovono intorno ai massimi degli ultimi 30 anni. Per chi segue le crypto dall’Europa, il punto chiave è che questi flussi possono incidere non solo sullo yen, ma anche sul sentiment generale sul rischio nei mercati globali, con ricadute indirette sui prezzi delle crypto e sui pair di trading.


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