Bitcoin tiene la media a 50 settimane nonostante un ottobre in rosso
Bitcoin resta sopra la media a 50 settimane, mentre le posizioni sul CME e i flussi degli spot ETF danno un quadro misto. Gli analisti vedono però segnali di possibile formazione di un minimo.

In breve
- Bitcoin a ottobre è in calo del 4,10%, ma tratta ancora circa il 5% sopra la media a 50 settimane di $75.812.
- Galaxy, Santiment e Glassnode vedono segnali che possono indicare una formazione di un minimo, mentre novembre resta storicamente un mese difficile.
- I grandi operatori si sono in parte ritirati, ma gli spot Bitcoin ETF statunitensi hanno invece aggiunto 87.000 BTC dalla base di giugno.
Bitcoin si avvia verso un secondo mese consecutivo di perdita a ottobre, ma secondo diversi indicatori di mercato il trend più ampio resta intatto. Il prezzo del BTC questo mese è in calo del 4,10%, mentre gli analisti di Galaxy, Santiment e Glassnode vedono segnali diversi che possono indicare una possibile formazione di un minimo. Allo stesso tempo, novembre resta storicamente un mese difficile su cui fare affidamento.
Il supporto tecnico tiene
Bitcoin tratta intorno a $79.935 (€71.400), circa il 5% sopra l’attuale media a 50 settimane di $75.812 (€67.800). Per molti trader questa media è un indicatore importante del trend di lungo periodo, perché smussa le oscillazioni di breve termine e mostra se il mercato sta diventando strutturalmente più forte o più debole.
Galaxy considera la media a 200 settimane il pavimento del bear market e la media a 50 settimane una sorta di linea di demarcazione tra debolezza e ripresa. Bitcoin ha testato quel pavimento a giugno e ha riconquistato la media a 50 settimane a settembre, dopo essere rimasto sotto quel livello per 44 settimane. Secondo Galaxy, nei casi precedenti dopo una riconquista del genere, nell’anno successivo Bitcoin non ha mai chiuso più dell’8,4% sotto il livello riconquistato.
I grandi operatori si sono ritirati
Non solo il prezzo, ma anche la costruzione delle posizioni dà un quadro misto. Galaxy segnala che le posizioni nette long dei gestori patrimoniali nei futures CME su Bitcoin sono scese del 57% dalla settimana del massimo storico di Bitcoin. Inoltre, nove società di investimento, tra cui Millennium Management e Goldman Sachs, hanno ridotto complessivamente di 68.000 BTC-equivalent le loro posizioni dichiarate in spot Bitcoin ETF tra settembre 2025 e giugno 2026.
Dall’altra parte, gli spot Bitcoin ETF statunitensi hanno invece aggiunto 87.000 BTC dalla base di giugno. Questo mostra che i flussi in entrata e in uscita dei grandi operatori non si muovono nella stessa direzione. Il quadro più ampio è coerente con l’idea che la domanda istituzionale renda il mercato meno volatile rispetto ai cicli precedenti, come emerge anche dal cambiamento del ciclo di Bitcoin.
Perché questo conta per gli investitori
Anche sulla blockchain ci sono segnali che si adattano a un mercato in raffreddamento. Glassnode dice che circa il 70% dell’offerta dei short-term holder è in profitto, contro quasi tutta a fine settembre. Santiment segnala inoltre che dal 16 ottobre Bitcoin ha perso circa 30.000 wallet non vuoti, cosa che la società vede come un possibile segnale di minimo.
Per gli investitori crypto europei è soprattutto rilevante che Bitcoin qui non reagisce solo al trading di breve periodo, ma anche ai flussi di capitale più ampi e alla pressione macro negli USA. Galaxy punta il dito sull’aumento del debito pubblico americano e sul grande deficit di bilancio come sfondo di lungo periodo, anche se la società stessa dice che questo dice poco sul prezzo nel breve termine. Nei prossimi giorni resterà soprattutto importante la zona intorno a $79.000 (€70.600), perché Santiment vede una chiusura sotto quel livello come un segnale di indebolimento e un ritorno verso $82.500 (€73.700) come conferma di ripresa.