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Il mining di Bitcoin torna alla ribalta, ma restare in profitto è difficile

Realtà come GoMining e Sazmining stanno rendendo di nuovo più accessibile il mining professionale, ma l’hashrate elevato e l’halving comprimono i margini. Nel frattempo, i grandi miner cercano sempre più ricavi nei datacenter AI.

Il mining di Bitcoin torna alla ribalta, ma restare in profitto è difficile

In breve

  • Il mining di Bitcoin sta attirando di nuovo attenzione perché le piattaforme stanno riportando l’accesso a configurazioni di mining professionali anche per i privati.
  • Per i miner individuali restare in profitto è ancora difficile a causa dei costi alti, di un hashrate elevato e della block reward più bassa dopo l’halving.
  • I grandi miner si stanno in parte spostando verso i datacenter AI, mentre gli investitori europei devono guardare soprattutto ai prezzi dell’elettricità e ai tempi di rientro.

Il mining di Bitcoin sta tornando sotto i riflettori ora che le piattaforme stanno dando di nuovo ai privati accesso a configurazioni di mining professionali. Eppure restare in profitto è difficile. Mentre i grandi miner guardano sempre più ai datacenter AI, per i miner individuali i conti restano stretti a causa dei costi alti e di un hashrate ostinatamente elevato.

Il retail mining torna

Nei primi anni di Bitcoin, le persone potevano ancora minare coin con un normale computer. Oggi quel mercato è completamente cambiato. Il mining è ormai soprattutto un business industriale, con grandi farm, raffreddamento specializzato e accordi vantaggiosi sull’elettricità.

Eppure realtà come GoMining, KuMining e Sazmining stanno cercando di far partecipare di nuovo i privati. Offrono accesso a configurazioni di mining professionali senza che qualcuno debba tenere in casa macchine costose. Secondo Ivo Georgiev, fondatore e ceo della società di crypto wallet Ambire, per un miner individuale è ancora difficile guadagnare. Lui stesso minava Bitcoin nel 2011, quando era ancora al liceo.

L’AI spinge i miner verso altre entrate

Il rinnovato interesse arriva in un momento in cui alcuni grandi miner stanno spostando la loro attenzione verso l’AI computing. Invece di fare affidamento solo sulle mining rewards, affittano potenza di calcolo alle aziende tecnologiche. Questo alimenta l’idea che resti meno concorrenza sulla rete Bitcoin, ma non è detto che l’effetto sia davvero così semplice.

Di recente l’hashrate si è attestato intorno a 1,09 zetahash al secondo, praticamente in linea con circa 1,13 ZH/s di un anno fa, secondo Hashrate Index. L’hashrate è la potenza di calcolo totale sulla blockchain e negli ultimi due mesi è tornato a salire. Il ceo di GoMining, Mark Zalan, ha anche detto che l’attrezzatura può semplicemente essere rivenduta ad altri miner, che quindi continuano comunque a contendersi gli stessi premi.

L’halving di aprile 2024 ha ridotto la block reward da 6,25 BTC a 3,125 BTC. Di fatto, questo ha reso più costoso minare ogni coin. Il settore è quindi ancora più sensibile ai prezzi dell’elettricità, all’efficienza dell’hardware e alla difficoltà della rete, tre fattori che determinano in modo pesante i margini dei miner.

Anche la redditività dei miner individuali resta sotto pressione. Grayscale ha osservato di recente che per alcuni operatori le coin alternative possono temporaneamente rendere più di Bitcoin, proprio perché i margini nel mining cambiano così in fretta.

Perché questo conta per i lettori europei

Per gli investitori crypto europei, questo mostra che il mining di Bitcoin non dipende solo dal prezzo di BTC, ma anche dai costi operativi e dall’accesso a elettricità a basso costo. Sazmining e KuMining mostrano esempi in cui i tempi di rientro possono restare lunghi, anche se le coin ottenute con il mining sembrano a volte più economiche rispetto all’acquisto diretto su un exchange. Questo rende il settore rilevante per chi segue l’infrastruttura più ampia dietro Bitcoin, soprattutto ora che la domanda legata all’AI e i costi energetici si stanno incrociando sul mercato.


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