Fairshake sostiene 32 candidati alla Camera con milioni
Il PAC si concentra sui membri uscenti della Camera, compresi i presidenti di commissione che lavorano alle leggi su crypto e tasse. Fairshake ha già raccolto oltre 193 milioni di dollari in vista delle elezioni del 2026.

In breve
- Fairshake sostiene 32 candidati alla Camera dei Rappresentanti, tra cui 13 Democratici e 19 Repubblicani che si ricandidano.
- Sei candidati ricevono ciascuno 1 milione di dollari di sostegno; tra loro ci sono French Hill, Bill Huizenga, Bryan Steil, Steven Horsford, Derek Tran e Janelle Bynum.
- La lobby crypto sta aumentando la spesa politica, mentre il Senato resta un terreno più difficile dopo il naufragio della legge sulla struttura del mercato.
Fairshake ha pubblicato di nuovo una lista di candidati che sostiene per le elezioni americane di novembre. Il comitato di azione politica del settore crypto sostiene 13 Democratici e 19 Repubblicani. Si tratta di membri uscenti che si ricandidano per i seggi della Camera dei Rappresentanti.
Secondo un portavoce, sei di loro riceveranno ciascuno 1 milione di dollari (€0,9 milioni) di sostegno da Fairshake e dalle organizzazioni collegate. Il gruppo dice così di aiutare candidati pro-crypto che, secondo lui, sostengono l’innovazione in entrambi i partiti. La lista mostra anche che la lobby crypto sta aumentando ulteriormente il suo impegno a Washington in vista del prossimo ciclo legislativo.
Chi riceve il sostegno maggiore
Sul fronte repubblicano, le somme più alte vanno a French Hill, Bill Huizenga e Bryan Steil. Hill guida la Commissione per i servizi finanziari della Camera e ha avuto un ruolo visibile nella legislazione crypto alla Camera. Huizenga fa parte anche lui di quella commissione, mentre Steil guida la sottocommissione per gli asset digitali.
Tra i Democratici, il sostegno più alto va a Steven Horsford, Derek Tran e Janelle Bynum. Horsford ha aiutato a far passare attraverso la commissione fiscale della Camera un disegno di legge bipartisan sulle tasse crypto, commissione di cui fa parte anche lui. Tran e Bynum hanno entrambe un rating A sugli asset digitali da parte di Stand With Crypto.
Bynum è una deputata democratica uscente dell’Oregon che due anni fa ha battuto il repubblicano Lori Chavez-DeRemer. Chavez-DeRemer era stata sostenuta in precedenza anche da Fairshake, ma in seguito si è dimessa da ministra del Lavoro sotto il presidente Donald Trump dopo diverse accuse di cattiva condotta.
Perché questo conta per crypto
Fairshake punta chiaramente su seggi che probabilmente resteranno allo stesso partito. Molti dei candidati siedono inoltre in commissioni importanti per la tassazione crypto e per la normativa più ampia del settore. Questo rende la lista rilevante per il modo in cui la Camera potrebbe parlare di crypto nei prossimi mesi.
Il tempismo si inserisce in un’ondata più ampia di spesa politica da parte del settore. Fairshake è stato creato alla fine del 2023 e ha già raccolto più di 193 milioni di dollari (€172 milioni) in vista delle elezioni di medio termine del 2026. Nel ciclo elettorale precedente, il comitato e i gruppi collegati hanno speso circa 130 milioni di dollari (€116 milioni) in campagne indipendenti, mentre secondo i report recenti le aziende crypto hanno speso quasi 200 milioni di dollari (€179 milioni) per le elezioni americane del 2026.
Il Senato resta un terreno più difficile
L’attenzione di Fairshake non si limita alla Camera. Al Senato, il settore si è già bloccato sulla più ampia legge sulla struttura del mercato, dopo che il Digital Asset Market Clarity Act è naufragato il mese scorso. L’organizzazione non ha lanciato una campagna pubblica ampia contro i senatori che hanno votato contro quella legge, anche se l’ex senatore Sherrod Brown resta un obiettivo importante. Contro di lui sono già stati spesi circa 30 milioni di dollari (€26,8 milioni), con altri 3 milioni di dollari (€2,7 milioni) da parte di un PAC di Tyler e Cameron Winklevoss.
Fairshake dice di aver sostenuto finora 53 vincitori in 57 primarie. Con questo, il comitato vuole lavorare a quella che definisce la più grande caucus pro-crypto della storia americana.
Nel frattempo, la pressione politica su crypto non si limita alle campagne elettorali. Il mancato esame della Clarity Act aveva già mostrato quanto resti fragile il percorso legislativo al Senato, anche con un ampio sostegno del settore.