La tokenizzazione si sposta su azioni, credito e stablecoin
I dati RWA indicano che la crescita si sta spostando dai Treasury tokenizzati verso azioni, private credit e stablecoin, con il token sull’home equity di Figure come asset più grande.

In breve
- Nel 2026 la tokenizzazione cresce soprattutto grazie ad azioni tokenizzate, private credit e stablecoin, mentre i Treasury tokenizzati avanzano molto più lentamente.
- L’asset tokenizzato più grande è un token sull’home equity di Figure Technologies, arrivato a circa $20.1 miliardi al 7 luglio.
- Tra le stablecoin stanno prendendo spazio i token regolamentati e completamente garantiti, mentre USDe di Ethena ha perso circa $1.4 miliardi in redemption.
I nuovi dati di RWA.xyz indicano che nel 2026 la tokenizzazione sta cambiando passo. Per mesi i Treasury tokenizzati sono stati il simbolo del settore, ma ora il focus si sta spostando soprattutto sulle stablecoin, sulle azioni tokenizzate, sul private credit e su altri strumenti simili. Nel frattempo, una fetta importante del valore continua a concentrarsi in pochi grandi veicoli, tra cui il token sull’home equity di Figure Technologies.
Le azioni stanno guadagnando terreno
I numeri compresi tra il 31 maggio e il 9 luglio 2026 mostrano un cambio di direzione piuttosto netto. I Treasury USA tokenizzati, inclusi fondi come BUIDL e BENJI, valgono $15.16 miliardi (€13.3 miliardi) e nell’ultimo mese sono saliti solo dello 0,74 per cento. Le azioni tokenizzate restano più piccole, con $1.85 miliardi (€1.6 miliardi), ma nello stesso arco di tempo hanno messo a segno un aumento del 28,6 per cento.
La differenza si nota anche nell’attività sulla rete. Il volume mensile dei trasferimenti dei token azionari è cresciuto dell’87 per cento fino a $8.76 miliardi (€7.7 miliardi), mentre gli holder sono aumentati del 24,5 per cento, superando quota 443.000. Il quadro conferma che la tokenizzazione non riguarda più soltanto strumenti vicini al cash, ma anche asset investibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con possibilità di accesso frazionato. La tendenza è la stessa che sta sostenendo la crescita delle azioni tokenizzate, dove realtà come Dinari e tZERO stanno sviluppando infrastrutture per portare le azioni quotate on-chain in modo più accessibile.
Il token più grande è un prestito immobiliare
L’asset tokenizzato più grande non è un fondo di BlackRock, ma un token sull’home equity di Figure Technologies. Si tratta di prestiti registrati sulla blockchain Provenance e poi finanziati e scambiati on-chain. Secondo i dati, questo token ha toccato circa $20.1 miliardi (€17.6 miliardi) il 7 luglio, cioè oltre $730 milioni (€639 milioni) in più rispetto a tre settimane prima.
Il suo valore supera quello di tutti i Treasury USA tokenizzati messi insieme ed è oltre dieci volte più grande del mercato delle azioni tokenizzate. Un dato del genere mostra che la tokenizzazione non si limita ai prodotti pensati per il retail, ma tocca anche cartolarizzazioni e altre forme di finanziamento che di solito passano dai mercati dei capitali. In questo segmento più ampio si fa sempre più ricorso anche a special-purpose vehicle e cartolarizzazioni, perché possono rendere più semplice la negoziazione degli asset sottostanti senza sostituire la finanza tradizionale.
Le stablecoin si stanno spostando al loro interno
Anche per le stablecoin il valore complessivo è rimasto quasi fermo, intorno a $321 miliardi (€281 miliardi) dal 7 giugno. Sotto la superficie, però, i movimenti non mancano. USDGO, il dollaro regolamentato di Anchorage Digital Bank, è cresciuto del 54 per cento in tre settimane fino a $6.12 miliardi (€5.4 miliardi). Global Dollar (USDG) è salito del 16 per cento e Dai ha messo a segno un +8 per cento.
Sul fronte opposto, USDe di Ethena è scesa del 16 per cento, pari a circa $1.4 miliardi (€1.2 miliardi) in redemption. Il dato conta perché USDe è un dollaro sintetico che genera rendimento attraverso posizioni di trading crypto, e non tramite depositi bancari. Il fatto che stiano guadagnando spazio i token regolamentati e completamente garantiti suggerisce che, in questa fase, il mercato preferisca strutture in dollari più lineari e facili da leggere.
Perché conta
Per chi segue il settore crypto in Europa, il punto chiave è questo: la tokenizzazione sta diventando meno legata a una sola narrativa. I dati mostrano che la crescita non arriva soltanto dai Treasury, ma anche da azioni, credito e stablecoin, con un ruolo sempre più evidente per le strutture della finanza tradizionale. È un segnale utile per capire come i mercati on-chain si stiano collegando ai mercati dei capitali già esistenti e ai processi di settlement.