USDC allunga su USDT nel mese record per le stablecoin
I dati onchain di Visa indicano che USDC ha conquistato circa il 70% del volume delle stablecoin nell'H1 2026, mentre giugno ha chiuso con un record di 1,79 bilioni di dollari in transazioni adjusted.

In breve
- USDC ha ampliato nella prima metà del 2026 il suo vantaggio su USDT, con circa il 70% del volume adjusted delle stablecoin contro il 25% di USDT.
- Il traffico adjusted delle stablecoin ha raggiunto a giugno un record di 1,79 bilioni di dollari, il 63% in più rispetto a maggio e il 125% sopra giugno 2025.
- Nei primi sei mesi del 2026 il volume adjusted totale delle stablecoin è arrivato a 8,82 bilioni di dollari, sopra tutto il 2024 ma sotto il record del 2025.
USDC di Circle ha rafforzato ancora il proprio vantaggio su USDT di Tether nella prima metà del 2026, guardando ai volumi di transazione. È quanto emerge dai nuovi dati della dashboard onchain di Visa. Nello stesso periodo, il traffico delle stablecoin a giugno ha toccato un massimo storico di 1,79 bilioni di dollari (1,6 bilioni di euro) in adjusted transaction volume, segnando un’accelerazione netta rispetto ai mesi precedenti.
Volume record a giugno
Visa esclude dal conteggio l’attività dei bot, i trasferimenti tra exchange e le altre transazioni blockchain che non rappresentano un’attività economica reale. Proprio per questo il volume adjusted di giugno è arrivato a 1,79 bilioni di dollari (1,6 bilioni di euro), in aumento del 63% rispetto agli 1,1 bilioni di dollari (1 bilione di euro) di maggio e del 125% rispetto agli circa 795 miliardi di dollari (696 miliardi di euro) di giugno 2025.
Nel complesso, nei primi sei mesi del 2026 il volume adjusted delle stablecoin ha raggiunto 8,82 bilioni di dollari (7,7 bilioni di euro). Il dato è già superiore ai 5,8 bilioni di dollari (5,1 bilioni di euro) registrati in tutto il 2024, ma resta ancora sotto il record di 10,8 bilioni di dollari (9,5 bilioni di euro) toccato nel 2025.
USDC guadagna terreno
Nella prima metà del 2026 USDC ha rappresentato circa il 70% del volume adjusted, mentre USDT si è fermato intorno al 25%. Il confronto con il 2020 rende bene la portata del cambiamento: allora USDT sfiorava il 90% del volume e USDC era sotto il 10%. Già nel 2022, però, USDC era salito a circa il 45%.
Questo spostamento si inserisce in una tendenza istituzionale più ampia. Banche e altre realtà finanziarie stanno usando sempre più spesso le stablecoin per pagamenti, settlement e treasury operations. Standard Chartered e BNY, di recente, hanno scelto di aggiungere servizi legati a USDC invece di sviluppare una propria infrastruttura: un segnale che le reti stablecoin già consolidate vengono preferite sempre più spesso.
Anche in Europa il quadro sta cambiando. Revolut elimina USDT in Europa dopo che Tether non ha chiesto l’autorizzazione MiCA, aumentando ancora la pressione su USDT nei mercati regolamentati.
Perché conta
Per chi segue il settore crypto in Europa, il punto centrale è che le stablecoin stanno diventando sempre più un’infrastruttura di base, non solo uno strumento per fare trading. Questo può rafforzare ulteriormente il ruolo di player come Circle e Tether, soprattutto ora che la regolamentazione negli USA offre più chiarezza per l’uso istituzionale. Il GENIUS Act del 2025 viene infatti considerato uno dei fattori che hanno accelerato adozione ed emissione.
Anche le dimensioni del mercato confermano questa direzione. Nel primo trimestre del 2026 il mercato delle stablecoin ha superato i 310 miliardi di dollari (272 miliardi di euro), secondo il contesto fornito, con un aumento del 150% rispetto alla fine del 2023.